Adattamento e regia Alessandro Maggi
Traduzione Eugenio Bernardi
Con Nando Paone, Giacinto Palmarini, Vittorio Ciorcalo, Piergiorgio Fasolo, Gemma Lapi e Augusto Masiello
Ideazione scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
Scenografo collaboratore Francesca Tunno
Disegno luci Davide Comuzzi
Installazioni video Alessandro Papa
Assistente alla regia Gemma Lapi
Una produzione Teatro Civico della Spezia, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, Teatri di Bari, Stefano Francioni Produzioni
Con il patrocinio dell’Ambasciata svizzera in Italia
Si ringrazia Teatro di Napoli – Teatro Nazionale.
Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Mercadante di Napoli il 27 novembre 2019, prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
Composto da Dürrenmatt nel 1956 e adattato per un radiodramma nel 1961, La panne affronta un tema
capitale, quello della verità. Un agente di commercio, Alfredo Traps, ha l’auto in panne e trova rifugio
per la notte nella villa di un ricco giudice in pensione. Ogni sera, il giudice ospita altri amici pensionati,
con i quali, per passatempo, organizza processi fittizi a personaggi storici o a malcapitati di passaggio
nella sua villa. Per finire in giudizio, non è necessario aver commesso un crimine – o perlomeno averne
coscienza: nel gioco raffinatissimo dei vecchi pensionati, l’accertamento della colpevolezza può prescindere
dall’accertamento dei fatti. È quello che accade al povero Traps, che nel corso di una cena luculliana si trova
improvvisamente accusato di un omicidio che non sapeva di aver commesso o, meglio, che era certo di non
avere commesso. L’abilità del pubblico ministero, però, si insinua nel racconto di Traps, lo deforma e lo forza
quasi impercettibilmente, finché il povero agente di commercio si ritrova a confessare un delitto che non ha
commesso.un vero e proprio eroe tragico, il simbolo del ritorno del destino nelle nostre vite e nell’insieme
dell’universo. Partito da un rifiuto netto di qualsiasi tentativo di trovare un senso nelle cose, Dürrenmatt (e
con lui i suoi personaggi) si ritrova, per ironia della sorte, a contemplare la possibilità che un senso, dopo
tutto, esista. La panne diventa così una vera e propria tragedia greca, lacerata tra la speranza e il terrore di
avere trovato un significato alle nostre esistenze.