Si parte da un molo, da una nave, da un bar dorato sospeso tra sogno e realtà, da una casa che non si può più abitare. Partenze è la nuova stagione del Teatro Kismet di Bari. Il secondo capitolo della co-direzione artistica di Teresa Ludovico e Gianni Forte per Teatri di Bari, Teatro delle Città di rilevante interesse culturale: 22 spettacoli, da ottobre ad aprile, per raccontare l’atto stesso del partire in tutte le sue forme — la fuga e l’esilio, la migrazione e la diaspora, la rottura generazionale tra madri e figlie, il crollo di una repubblica, il congedo dal desiderio, l’ultimo viaggio di chi non torna più a riva. Corpi che lasciano una terra, una lingua, un’epoca, un affetto, per non tornare più indietro, o per tornare cambiati.
Il respiro internazionale
Se c’è un tratto che definisce Partenze più di ogni altro, è la sua apertura al mondo. Teatri di Bari conferma e rilancia la propria vocazione internazionale, e la lega in particolare alla figura di Gianni Forte, direttore artistico inter/nazionale che firma la nuova Stagione insieme a Teresa Ludovico. Sul palco del Kismet arrivano così quattro intense produzioni da Georgia, Spagna, Belgio e Albania, a mettere in dialogo la scena pugliese con alcune delle voci più originali del teatro fisico, visivo e performativo europeo e caucasico.
È in questo respiro che si inserisce l’apertura di Partenze: Flesh della compagnia belga Still Life, in esclusiva italiana. Creato nel febbraio 2022 al Théâtre Les Tanneurs di Bruxelles — dove la compagnia, fondata nel 2011 da Sophie Linsmaux e Aurelio Mergola, è artista associata dal 2019 — Flesh ha già attraversato l’Europa: dal Festival d’Avignone al London Mime Festival, dal Tampere Theater Festival in Finlandia a numerose piazze francesi, fino alle tappe più recenti a Clermont-Ferrand e di nuovo a Bruxelles. Un teatro visivo e non verbale, quattro racconti brevi per quattro interpreti — Muriel Legrand, Sophie Linsmaux, Aurelio Mergola, Jonas Wertz — che cartografano la carne umana sotto ogni sua cucitura: da una festa di anniversario di matrimonio a una camera d’ospedale, da un’esperienza di realtà virtuale a una riunione di famiglia in un caffè. Linsmaux e Mergola raccontano un corpo che oggi rischia di diventare un’entità con cui negoziare costantemente, e che il loro teatro riporta al centro della scena, tra realismo, tragicommedia e fantasmagoria. Le repliche pugliesi nascono dalla collaborazione tra Teatri di Bari e i centri di produzione belgi e lussemburghesi Théâtre Les Tanneurs, Centre culturel de Huy, Kinneksbond/Centre culturel de Mamer, la Coop asbl e Shelter Prod.
Dalla Georgia arriva per la prima volta in Italia Maro, spettacolo di teatro fisico della Physical Theatre Company HOI, per la regia, coreografia, scene e costumi di Tata Tavdishvili e Tato Geliashvili, su testo di Guram Jakhutashvili e musiche di Michel, prodotto dal Tumanishvili Film Actors Theatre di Tbilisi e dal GIFT – Georgian International Festival of Arts. Ispirato al diario e alla vita di Maro Makashvili, infermiera e poetessa morta a diciannove anni combattendo contro l’occupazione russa della Georgia nel 1921 — prima donna a ricevere il titolo di Eroe Nazionale georgiano —, lo spettacolo intreccia teatro fisico, marionette e monodramma, per restituire una voce intima di gioventù, amore e responsabilità nel momento in cui la storia impone una scelta. Maro ha vinto il GIFT Festival Biennale College 2024/2025, programma internazionale di sviluppo artistico delle progettualità dei nuovi talenti del teatro.
Dalla Spagna, Alberto Cortés — drammaturgo, coreografo, performer e autore anche della musica e dei testi — porta a Bari One Night at the Golden bar, coproduzione Teatri di Bari con El Mandaíto producciones SL, Teatro Calderón de Valladolid, Junta de Andalucía (Residencias Ágora), Centro Condeduque e Graners de Creació. Lo stesso Cortés racconta la genesi dello spettacolo come un atto di vulnerabilità, la ricerca di una bellezza che nasce dalla dichiarazione d’amore più fuori tempo e queer: un canto che mette a nudo la fragilità degli affetti, evocando la figura dell’angelo — «terribile», come lo definiva Rilke — per chiedersi quali identità restino esposte, vulnerabili e insieme mostruose, quando i corpi si mostrano nella loro fragilità. Un bar dorato, sospeso tra sogno e realtà, diventa il luogo di una resa dei conti con il desiderio, la tossicità maschile e l’eteronorma.
A completare il quadro internazionale è Diaspora – Dove finisce il cielo, produzione del Teatro Nazionale di Tirana con Teatri di Bari, drammaturgia di Fabio Pisano, regia della pugliese Caterina Filograno, che vede fra gli interpreti Julinda Emiri, figura di riferimento del teatro albanese contemporaneo. Lo spettacolo evoca l’arrivo della nave Vlora nel porto di Bari nel 1991, uno degli episodi più emblematici della storia recente del Mediterraneo, restituendolo non come cronaca ma come mito: sei figure emergono da dune di zucchero — materia che nella scenografia diventa sabbia, neve, sale, manna — a raccontare traiettorie diverse dello stesso esodo, tra chi è rimasto sulla nave, chi è arrivato e ha costruito una nuova vita a Bari, chi è stato rimpatriato, chi ha aspettato invano sul molo di Durazzo. Prima assoluta a Tirana nell’ambito del Festival Internazionale Moisiu, poi l’approdo a Bari, “città simbolo della diaspora”.
Debutti, omaggi e nuovi racconti sul palscoscenico
La Stagione riaccoglie Antonio Rezza e Flavia Mastrella, che tornano al Kismet dopo il successo di “Metadietro” con Fratto_X, spettacolo che vede Rezza muoversi, nell’habitat costruito da Mastrella, insieme a Ivan Bellavista. Prodotto da La Fabbrica dell’Attore, Teatro Vascello e Rezza Mastrella, è uno degli spettacoli più longevi del duo che ha rivoluzionato il teatro italiano, riproposto sul palcoscenico barese per omaggiare i 40 anni di attività della compagnia. Un susseguirsi irriverente e pirotecnico di sketch, di cui sono protagonisti i personaggi più svariati: molte coppie con problemi di comunicazione ma anche Santa Rita da Cascia e l’Ansia, cui Rezza attribuisce connotati umani.
Il palcoscenico del Kismet accoglie nuovamente anche Flusso, dopo il debutto con una settimana di repliche da tutto esaurito. Lino Guanciale – che ad agosto verrà premiato come miglior attore al Premio Nazionale Franco Enriquez della Città di Sirolo – firma la regia e, insieme a Gianmarco Saurino, interpreta il testo di Christian Di Furia, vincitore della menzione speciale “Franco Quadri” al 56° Premio Riccione per il Teatro. Un viaggio lirico sul senso dell’identità e del tempo: due attori per un solo personaggio, l’uomo che è insieme il bambino che è stato e quello che è ancora, sospesi in una stanza vera e inventata come le navi dei grandi romanzi. Una produzione Teatri di Bari, Wrong Child Production, Riccione Teatro.
Ormai “a casa” al Kismet anche la Compagnia Carrozzeria Orfeo, che affidano a Partenze il debutto del nuovo spettacolo diretto da Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti: Fuggire, cadere e altre cose inutili. Ispirato alla scrittura di Raymond Carver, il testo porta il pubblico a confrontarsi con piccole incursioni nelle case di persone comuni, sospese tra realismo e realismo magico, dove non accade quasi mai nulla di eclatante eppure tutto trema, sempre a un passo dal precipizio. Una coproduzione Teatri di Bari con TSA Teatro Stabile d’Abruzzo, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Elfo Puccini e Teatro Biondo Stabile di Palermo.
Diverse nuove coproduzioni di Teatri di Bari accoglieranno il pubblico del Kismet per la nuova stagione teatrale. Tra queste il debutto di Dell’amore e di altri sbagli, dal libro di Giancarlo Visitilli, con Luigi D’Elia, che firma la regia insieme allo stesso Visitilli. Alla Risacca, casa-famiglia a picco sul mare, arrivano adolescenti segnati da ferite profonde; un educatore, Saverio, dovrà misurarsi con il confine incerto tra cura e desiderio. Coproduzione Teatri di Bari e Factory Compagnia Transadriatica, in collaborazione con Inti e I bambini di Truffaut.
Tema affine, in una lingua scenica diversa, quello di un altro debutto riservato al palcoscenico del Kismet: Mor. Storia per le mie madri, spettacolo di Lucia Raffaella Mariani, in scena con Eva Meskhi e Letizia Russo. Ispirato all’omonima graphic novel autobiografica di Sara Garagnani (Add Editore, 2022), trasfigura le immagini del fumetto in realismo magico, suoni, danza, poesia e narrazione, intorno al tema dell’ereditarietà dei traumi lungo un arco familiare tutto al femminile: Inger, la madre narcisista; Annette, sua figlia e futura madre alcolista; Sara, figlia che ricompone la propria infanzia e quella delle sue madri, spezzando e ricomponendo la linearità del tempo. Lo spettacolo, coprodotto da TS Produzioni e Teatri di Bari ha vinto il Premio Scintille 2026 ed è stato finalista al Premio Scenario 2025.
Dopo il grande successo di Un’ultima cosa, spettacolo in tournée da quattro anni, la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio torna sul palcoscenico del Kismet come autrice e interprete dell’adattamento teatrale del romanzo Di madre in figlia, con la regia di Gaia Saitta. Una drammaturgia che pone ancora una volta al centro le donne, tre per la precisione, tre generazioni segnate da ferite ereditarie e forme ostinate d’amore. La De Gregorio interpreta Marilù – figura libera, irregolare, a tratti imprendibile – e, insieme, se stessa, presenza viva, voce che entra ed esce dal racconto, lo interrompe e lo abita. Una coproduzione Teatri di Bari con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa (dove lo spettacolo debutterà a novembre), Emilia Romagna Teatro ERT e Savà Produzioni Creative.
Il Mulino di Amleto / A.M.A. Factory, per la regia di Marco Lorenzi (adattamento e riscrittura con Lorenzo De Iacovo) porta in scena Giulio Cesare o La notte della Repubblica, moderno adattamento di una colonna del teatro di William Shakespeare: la congiura delle Idi di marzo si fa lente sul rapporto tra potere, individuo e fragilità degli ordinamenti democratici del nostro presente.
Con Orgasmo. Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso Niccolò Fettarappa firma una satira sull’anaffettività contemporanea, tra un’Europa che decreta la fine dell’orgasmo entro il 2030 e un’invasione di orsi dagli appetiti sessuali smodati. Il testo è arrivato finalista al Premio Pier Vittorio Tondelli / Riccione Teatro 2023. Una produzione Emilia Romagna Teatro ERT, Piccolo Teatro di Milano, Teatro di Roma, Agidi e Sardegna Teatro.
Spettacoli per le famiglie
Si rinnova la vocazione del Kismet a un teatro aperto alle famiglie, capace di avvicinare i più giovani ai linguaggi della scena, pescando spesso dal repertorio della fiaba, con spettacoli proposti anche in mattinata per le scuole. Il percorso si apre il 15 novembre con Per chi suona la campanella e prosegue il 29 novembre con Cuor di coniglio: due spettacoli sul coraggio di accettarsi, tra l’angoscia scolastica di un bambino “difficile” e il viaggio di Vincent alla ricerca del proprio cuore perduto. Seguono, tra dicembre e marzo, quattro riletture di racconti e fiabe della tradizione attraverso il teatro d’ombre, di figura e la musica dal vivo: Ninì e la balena (13 dicembre), ispirato alla vera storia della prima balena avvistata nel Golfo di Taranto nel 1887; La bambola e la bambina (6 gennaio), dalla fiaba di Vassillissa; Grammatica della fantasia (24 gennaio), dal racconto di Rodari sull’importanza di sbagliare; Kirikù e la strega Karabà (21 febbraio), adattamento e voce narrante di Teresa Ludovico; Hansel e Gretel (7 marzo), tra i fratelli Grimm e la musica elettronica dal vivo. Chiudono la rassegna tre spettacoli sulla memoria, sul mondo e sulla famiglia: Smile (21 marzo), pantomima ispirata a Chaplin e dedicata al poeta palestinese Refaat Alareer; Cielo (4 aprile), per la prima infanzia; La bella mai addormentata (18 aprile), libera rivisitazione della fiaba di Perrault sul diventare genitori.
La Stagione Partenze è organizzata da Teatri di Bari con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia (Procedura negoziale per il sostegno delle attività in materia di Spettacolo dal vivo realizzate dai Soggetti ministeriali FNSV e Fondo Sviluppo Coesione 2021-2027) e del Comune di Bari.
“Quello che ha preso forma lungo questi mesi non è stato un semplice fluire di eventi, ma un’esperienza collettiva, intessuta di riflessioni, interrogativi e relazioni. Ogni presenza ha lasciato un segno, ciascun confronto ha acceso una scintilla, componendo una geografia emotiva che nutre visioni e dà corpo a progetti. In questo percorso, il teatro si è rivelato luogo necessario, profondamente intrecciato al respiro della città. Dentro questo stesso orizzonte si rinnova la volontà di rendere il Teatro Kismet una soglia viva e permeabile, un presidio culturale da abitare, pronto ad abbracciare le differenze, a generare un coinvolgimento autentico. Oggi il nostro sguardo si apre verso ciò che verrà. Continueremo a costruire una proposta originale, in cortocircuito tra linguaggi ed estetiche differenti. Accosteremo creazioni e scritture sceniche contemporanee con un’attenzione partecipe, rivolta tanto alle forze artistiche emergenti quanto ad alcune delle traiettorie più significative che animano il panorama inter/nazionale. Offriremo non soltanto spettacoli, ma spazi di domanda, finestre per attraversare il domani, aprendo varchi verso ciò che ancora non ha nome. Da questa spinta nasce la stagione 2026/2027 dei Teatri di Bari, che abbiamo voluto chiamare PARTENZE. Dopo RINASCENZA, si apre un nuovo movimento: un invito a rimetterci in cammino, a percorrere strade inattese, a lasciare il conosciuto, a immaginare possibilità inesplorate e direzioni ancora da tracciare”. Teresa Ludovico e Gianni Forte, co direttori artistici di Teatri di Bari
“La nuova stagione del Teatro Kismet promette di raccontare con sensibilità un’esperienza che attraversa la storia dell’umanità: partire È un tema che può significare molte cose – dalla fuga dolorosa alla ricerca di una felicità nuova – e che il teatro riesce a trasformare in occasione di riflessione collettiva, mettendo al centro le vite delle persone e i cambiamenti storici e sociali che le segnano. Regione Puglia sostiene anche quest’anno la programmazione del Kismet apprezzando particolarmente la sua qualità artistica, l’apertura internazionale e l’attenzione alle nuove drammaturgie e ai pubblici di tutte le età. Sono elementi che fanno di questo Teatro ormai storico un attore di primo piano per il sistema culturale di Bari e della regione”. Silvia Miglietta, Assessore alla Cultura della Regione Puglia.
“La stagione 2026/27 – intitolata “Partenze” – propone un cartellone ricco di spettacoli internazionali e co-produzioni locali, con un’attenzione particolare ai nuovi linguaggi e al coinvolgimento di pubblici diversi, a partire dalle famiglie. Dopo “Rinascenza” dello scorso anno, questa edizione dedicata all’atto di partire ci ricorda che facciamo parte dell’umanità. Muoversi dal proprio luogo di origine, come Ulisse. La parte a cui tengo maggiormente è “Sala Prove”: il teatro in carcere, curato da Lello Tedeschi. Un programma che dà la possibilità di partecipare a laboratori e rappresentazioni teatrali insieme ai ragazzi e alle ragazze ospitati nel carcere minorile, per abbattere le barriere. Come Comune di Bari, continuiamo a sostenere con convinzione il lavoro dei Teatri di Bari, perché crediamo che il teatro sia uno strumento fondamentale di crescita culturale e sociale per la nostra città”. Paola Romano, Assessore alle Culture del Comune di Bari.
“Dopo Rinascenza, con Partenze il Teatro Kismet esplora nuove geografie portando a Bari una programmazione che sa guardare ai talenti della nostra terra integrando una visione sempre più internazionale. È questa la filosofia che persegue Teatri di Bari: un teatro che sa abbattere i confini, raccontare e far riflettere, che dalla periferia ci proietta al mondo intero. Tante produzioni d’eccellenza ci attendono in questa nuova Stagione, frutto della perfetta sinergia tra i direttori artistici Teresa Ludovico e Gianni Forte. Non vediamo l’ora di intraprendere questo viaggio, certi della fiducia che ancora una volta il pubblico vorrà darci: buone Partenze a tutti!”. Mariella Pappalepore, Presidente di Teatri di Bari, e Vincenzo Cipriano, Direttore di Teatri di Bari.
STAGIONE SERALE
Flesh – 17 e 18 ottobre – di Sophie Linsmaux e Aurelio Mergola (Compagnie Still Life, Belgio)
Diaspora – Dove finisce il cielo – 7 e 8 novembre – regia Caterina Filograno
Giulio Cesare o la notte della Repubblica – 21 e 22 novembre – regia Marco Lorenzi
Dell’amore e altri sbagli – 5 e 6 dicembre – regia Luigi D’Elia e Giancarlo Visitilli
Mor. Storia per le mie madri – 12 dicembre – di Lucia Raffaella Mariani
Fuggire, cadere e altre cose inutili – 16 e 17 gennaio – di Carrozzeria Orfeo
Maro – 30 e 31 gennaio – della Compagnia Hoi (Georgia)
Di madre in figlia – 6 e 7 febbraio – di Concita De Gregorio
Orgasmo. Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso – 13 e 14 febbraio – di Niccolò Fettarappa
Flusso – dal 24 al 28 febbraio – con Lino Guanciale e Gianmarco Saurino
One night at the golden Bar – 13 e 14 marzo – di Alberto Cortés (Spagna)
Fratto X – 10 e 11 aprile – di Antonio Rezza e Flavia Mastrella
STAGIONE FAMIGLIE A TEATRO
Per chi suona la campanella (dai 7 anni) – 15 novembre
Cuor di coniglio (dai 6 anni) – 29 novembre
Ninì e la balena (da 6 anni) – 13 dicembre
La bambola e la bambina (da 6 anni) – 6 gennaio
Grammatica della fantasia (da 5 anni) – 24 gennaio
Kirikù e la strega Karabà (da 6 anni) – 21 febbraio
Hansel e Gretel (da 6 anni) – 7 marzo
Smile (da 8 anni) – 21 marzo
Cielo (da 3 anni) – 4 aprile
La bella mai addormentata (da 5 anni) – 18 aprile
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