La Riparazione: lo spettacolo di Cesar Brie in programma l’8 settembre all’Arena Kismet

“Siamo in un luogo dove si va a riparare qualcosa. Qualcuno parte, qualcuno arriva. Chi deve andarsene e chi deve ritornare. Un luogo d’incontri, fugaci, brevi, intensi, dove si può finalmente dire la parola non detta. Dove si può spiegare ciò che per molto tempo è rimasta confuso”.


Cesar brie porta all’Arena all’aperto del Teatro Kismet lo spettacolo 𝗟𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, in programma 𝑚𝑒𝑟𝑐𝑜𝑙𝑒𝑑𝑖̀ 8 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑜𝑟𝑒 21 per la rassegna ‘Speciale Puglia sotto le stelle’.

Lo spettacolo è prodotto nell’ambito di AIDA – Adriatic Identity through Development of Arts, progetto co-finanziato da European Union under the Instrument for Pre-Accession Assistance (IPA II) Interreg IPA – CBC Italy – Albania – Montenegro

Biglietto 8 euro, disponibile sul circuito Vivaticket 👉
Per informazioni: 080 579 76 67 – 335 805 22 11 / botteghino@teatrokismet.it

Botteghino del Teatro Kismet (Strada San Giorgio martire 22/F, Bari) attivo dal martedì al venerdì ore 10.30 -12.30 / 16.30-19 e due ore prima dello spettacolo. Chiuso il lunedì.

SCHEDA SPETTACOLO

Progetto AIDA /Cesar Brie

LA RIPARAZIONE

regia Cesar Brie
testo Cesar Brie con frammenti degli attori e di Laura Monedero
con Bashkim Alaj, Giorgia Cocozza, Elisa Morciano, Barbara Petti, Maria Rosaria Ponzetta, Ilire Vinca, Andjelka Vulic
cura dei canti Emanuela Pisicchio
tecnico Mario Daniele
direttore artistico del progetto Salvatore Tramacere
Spettacolo prodotto nell’ambito di AIDA Adriatic Identity through Development of Arts, progetto co-finanziato da European Union under the Instrument for Pre-Accession Assistance (IPA II) Interreg IPA – CBC Italy – Albania – Montenegro


Siamo in un luogo dove si va a riparare qualcosa. Qualcuno parte, qualcuno arriva. Chi deve andarsene e chi deve ritornare. Un luogo d’incontri, fugaci, brevi, intensi, dove si può finalmente dire la parola non detta. Dove si può spiegare ciò che per molto tempo è rimasta confuso; dove si può, forse, stringere per un istante la persona che non siamo riusciti a salutare. Un luogo di vivi e morti, di ricordi, di incontri.
Un anziano può incontrare il bambino che era, una bambina può andare incontro alla donna che è diventata. Un luogo dove si fanno i conti con le proprie vicende. Ma non è un luogo privato.
Siamo una moltitudine di persone sole. La nostra intimità è una moltitudine. In questo luogo l’intimo diventa sociale e il sociale si esprime in una particolare vicenda.
Non serve a nulla, soltanto a sapere qualcosa in più di noi stessi, del nostro tempo, del nostro passato e il nostro presente. Ogni tanto lo spazio sarà attraversato dalla Storia perché ogni vicenda particolare è scossa da accadimenti che, come il vento sugli alberi, la agitano, la piegano e la segnano. La Storia, in questo lavoro, ha le forme della guerra, della migrazione e della vocazione.


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