Focus Puglia al Kismet e il premio Ubu Berardi all’ Abeliano

Con un taglio sociale dedicato ad alcuni dei temi più attuali della nostra contemporaneità, ha il via dal 17 al 20 gennaio al Teatro Kismet di Bari un ricco Focus Puglia tutto dedicato alla produzione di autori del nostro territorio, inserito nella stagione “Farsi Mondo” al Kismet, a cura di Teresa Ludovico.

Una sezione nell’ambito della programmazione di Teatri di Bari che ha come obiettivo di essere casa per il teatro pugliese: spazio di espressione, ma anche di confronto per i teatranti e gli artisti tutti la Puglia.

S’inizia il 17 gennaio, ore 21, con “Vita oscena di Brenda Wendell Paes” di Simonetta Damato e Gabriele Paolocà, con Simonetta Damato e la regia di Gabriele Paolocà. Lo spettacolo – menzione speciale al Premio nazionale giovani realtà del teatro 2016 –  porta in scena la storia di cronaca di una transessuale il cui corpo venne trovato carbonizzato in un appartamento della periferia romana il 20 novembre 2009.
Il suo nome era Brenda Wendell Paes e la sua identità è già nota ai media nazionali per il suo coinvolgimento nel caso Marrazzo, una vicenda di sesso, droga e ricatto che ha portato alle dimissioni dell’allora presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Lo spettacolo mira a dare voce, corpo, anima a una creatura sfruttata e poi rinnegata dalla nostra società. Vuole rendere Brenda un simbolo, una martire, attraverso un monologo in cui si racconterà come una splendida tigre rinchiusa in un circo. Racconterà dei suoi carcerieri e della sua voglia di libertà. Di come la bellezza e il male siano sempre destinati a essere due facce della stessa medaglia.

 

In questi giorni insignito del Premio Ubu 2018 come miglior attore, Gianfranco Berardi insieme a Gabriella Casolari torna al Teatro Abeliano per la nostra rassegna di teatro contemporaneo TO THE THEATRE (venerdì 18 gennaio alle ore 21.00). “Amleto take away” è un affresco tragicomico che gioca sui paradossi, gli ossimori e le contraddizioni del nostro tempo che, da sempre, sono fonte d’ispirazione per il nostro teatro ‘contro temporaneo’. Punto di partenza sono, ancora una volta, le parole, diventate simbolo più che significato, etichette più che spiegazioni, in un mondo dove «tutto è rovesciato, capovolto, dove l’etica è una banca, le missioni sono di pace e la guerra è preventiva.È una riflessione ironica e amara che nasce dall’osservazione e dall’ascolto della realtà circostante, che ci attrae e ci spaventa. «Tutto è schiacciato fra il dolore della gente e le temperature dell’ambiente, fra i barbari del nord e i nomadi del sud. Le generazioni sono schiacciate fra lo studio che non serve e il lavoro che non c’è, fra gli under 35 e gli over 63, fra avanguardie incomprensibili e tradizioni insopportabili…

 

 

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