MANGIA!

Teatro Abeliano il 03/05/2019 21.00

ANNA PISCOPO MANGIA!

di e con Anna Piscopo
regia di Lamberto Carrozzi

è il confuso e tragicomico stream of consciousness di una giovane italiana allo sbando che sogna di affrancarsi dall’emarginazione che vive nella provincia in cui è nata per diventare la donna che ha sempre sognato.

Un flusso di coscienza a tratti cabarettistico, a tratti drammatico, in cui più personaggi s’intrecciano nel corpo e nella voce di una sola performer per raccontare la storia di una giovane italiana che vorrebbe sbarazzarsi per sempre del ruolo da emarginata che vive nel mondo provinciale, gretto e bigotto in cui è nata, cercando confusamente la fama nel mondo dello spettacolo, senza una vera direzione, solo animata dalla fame del successo. I condizionamenti famigliari, quelli culturali e l’esperienza diretta della crisi economica del suo Paese- l’Italia- la gonfiano di rabbia, aspettative disattese e ansie, tanto da non riuscire mai veramente a respirare, mai a vivere da protagonista. Per liberarsi dalle voci che la infestano, dalla solitudine e dall’emarginazione dovrà divorare tutti i personaggi che hanno popolato la sua infanzia e la sua giovinezza, come pietanze ingurgitate nella furia della bulimia e del bisogno incontrollato di affetti, figure di riferimento e approvazione. Mangia! usa il cibo come metafora di violenza e sfruttamento, ma lo fa attraverso la commedia, con un registro sempre brillante.

Ventisei anni, barese trapiantata a Roma (dove ha studiato alla Silvio D’Amico e al Duse International) Anna Piscopo, autrice e unica interprete della pièce e Lamberto Carrozzi, regista del Teatro Stabile di Capo Verde e prima attore della compagnia di Memè Perlini e protagonista della prolifica stagione delle Cantine Romane, costruiscono intorno al detto “Mang’ ca da jess mangiat!” (Mangia che devi essere mangiato!) una performance di parole che si rincorrono nella foga di vomitare tutta la rabbia di una società feroce che, dalla famiglia alla strada, è regolata dalla legge del più forte, di chi sfrutta per non essere sfruttato.

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