Anfitrione

Teatro Radar il 08/03/2020 21

Teatri di Bari/Kismet Anfitrione

scritto e diretto da Teresa Ludovico

con Michele Cipriani, Irene Grasso,Demi Licata, Alessandro Lussiana, Michele Schiano Di Cola, Giovanni Serratore/Marco Falcomatà

musiche di M° Michele Jamil Marzella eseguite dal vivo dal M° Francesco Ludovico

spazio scenico e luci Vincent Longuemare

costumi Cristina Bari e Teresa Ludovico

coreografia Elisabetta di Terlizzi

collaborazione letteraria Lucia Pasetti

REPLICA STRAORDINARIA SERALE FUORI ABBONAMENTO

Chi sono io se non sono io?

Quando guardo il mio uguale a me, vedo il mio aspetto, tale e quale, non c’è nulla di più simile a me! Io sono quello che sono sempre stato?

Dov’è che sono morto? Dove l’ho perduta la mia persona?

Il mio me può essere che io l’abbia lasciato? Che io mi sia dimenticato? Chi è più disgraziato di me? Nessuno mi riconosce più, e tutti mi sbeffeggiano a piacere. Non so più chi sono!

 

Queste sono alcune delle domande che tormentano sia i protagonisti dell’Anfitrione, scritto da Plauto più di 2000 anni fa, che molti di noi oggi. Il doppio, la costruzione di un’identità fittizia, il furto dell’identità, la perdita dell’identità garantita da un ruolo sociale, sono i temi che Plauto ci consegna in una forma nuova, da lui definita tragicommedia, perché gli accadimenti riguardano dei, padroni e schiavi. In essa il sommo Giove, dopo essersi trasformato nelle più svariate forme animali, vegetali, naturali, decide, per la prima volta, di camuffarsi da uomo. Assume le sembianze di Anfitrione, lontano da casa, per potersi accoppiare con sua moglie, la bella Alcmena, e generare con lei il semidio Ercole. Giove-Anfitrione durante la notte d’amore, lunga come tre notti, racconta ad Alcmena, come se li avesse vissuti personalmente, episodi del viaggio di Anfitrione.

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