Arabesk

Teatro Abeliano

Lucia Zotti, Enzo Vacca, Monica Contini, Betty Lusito, Giacomo Di Mase, Marco Altini, Martina Campanozzi Arabesk

regia Vito Signorile
liberamente ispirato a “Pierino e il lupo” e “L'apprendista Stregone”
di Vito Signorile e Pierluigi Morizio
con Lucia Zotti, Enzo Vacca, Monica Contini, Betty Lusito, Giacomo Di Mase, Marco Altini, Martina Campanozzi
danzatori in video Luca De Martino e Serena Pantaleo dell'Accademia Unika
coreografie Sabrina Speranza
scene Bruno Soriato
aiuto scenografo Claudia Castriotta
costumi Cristina Bari
luci Roberto De Bellis
video e animazione Accademia del Cinema Ragazzi
staff tecnico Roberto De Bellis, Luca Ippolito
direttore di scena Michele Iannone
consulenza musicale Rino Marrone
aiuto regia Michele Stella e Ilaria Martinelli

Il filo conduttore dello spettacolo è la musica, usata in chiave più didattica nella prima parte, sulle note del Pierino e il lupo, in maniera più libera e fantastica nella seconda, basata sulle melodie de L’Apprendista stregone di Dukas.

La storia di Pierino e il Lupo, scritta da Sergej Prokofjev nel 1936, può essere considerata una vera e propria “fiaba musicale”: la musica commenta ogni scena illustrando il carattere, i sentimenti, e descrivendo le azioni di ciascun personaggio. La particolarità di questa Favola musicale è che ad ogni personaggio è associato uno strumento musicale. Questo consente ai bambini di riconoscere i vari strumenti utilizzati e i relativi suoni.

L’apprendista stregonè una ballata composta nel 1797 da Wolfgang Goethe. Cento anni più tardi la ballata fu adattata in un componimento sinfonico di dieci minuti dal compositore francese Paul Dukas. Un successo immediato per le sue brillanti colorazioni musicali, l’eccellente ritmica e la meravigliosa e vivace “marcia dei manici di scopa”, lo scherzo musicale che è diventato il più famoso e inossidabile componimento di Dukas. Questa seconda fiaba si sviluppa in un’atmosfera più magica, e racconta le peripezie di un apprendista stregone incapace di sfruttare a suo vantaggio le formule magiche trovate nel libro del Gran Maestro, in quel momento assente.
Non esiste qui un rigido legame strumento-personaggio, bensì un altrettanto evidente legame dei vari momenti musicali allo sviluppo della trama, che è sottolineata da una precisa progressione di dinamismo e intensità del suono.

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