Il MISANTROPO

Teatro Abeliano il 02/03/2019 21.00 il 03/03/2019 18.00

IPPOLITO CHIARELLO Il MISANTROPO

Produzione Factory Compagnia Transadriatica/ Accademia perduta/Romagna teatri

TRADUZIONE E ADATTAMENTO DI Francesco Niccolini
REGIA DI Tonio De Nitto
CON Ippolito Chiarello | Alceste, amante di Célimène
Angela De Gaetano | Célimène, amante di Alceste
Franco Ferrante | Oronte, amante di Célimène Sara Bevilacqua | Arsinoè, amica di Célimène
Luca Pastore | Filinto, amico di Alceste
Dario Cadei | Clitrandro, il marchese
Fabio Tinella | Acaste, il marchese
Ilaria Carlucci | Eliante, cugina di Célimène

ASSISTENTE ALLA REGIA Daniele Guarini
SCENE Porziana Catalano E Iole Cilento
COSTRUZIONI Damiano Pastoressa
UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A Angelo Linzalata
COSTUMI Lapi Lou LUCI Davide Arsenio
MUSICHE ORIGINALI Paolo Coletta
TECNICI DI COMPAGNIA Davide Arsenio, Marco Oliani SARTE Maria Rosaria Rapanà, Ornella Cassinari PARRUCCHE Elettra Ghioni E Lapi Lou

Dopo le esplorazioni shakespeariane, mi avvicino a Molière e provo a raccontare la società in cui viviamo che stranamente non sembra molto diversa da allora.
Il Misantropo, quanto mai attuale, è un testo che dopo tanta civetteria, convenzioni e barocchismi dorati, arriva stretto come un nodo alla gola: sembra un quadro perfetto del momento che stiamo vivendo, nella disillusione verso un mondo non meritocratico, dove la soluzione è sempre nel compromesso e spesso nella totale evasione dalla legalità, dove la menzogna trova strade più facili e tollerabili della verità. Sentirsi un extraterrestre perché non allineato, uno stupido perché onesto, un reietto perché non interessato al clamore del mondo, un algido, un cinico, un fissato, un inquieto, l’attore di un vecchio teatrino démodé. Alceste non respinge ma è respinto da una società in cui non si riconosce, da un amore incapace di scegliere, da processi in cui è chiamato in ballo senza alcun motivo, non uno contro tutti, ma tutti contro uno. Proseguo con Il Misantropoil mio personale racconto degli ultimi, siano essi bisbetici, anatroccoli o misantropi appunto: lo faccio con la compagnia d’attori con cui in questi anni abbiamo costruito assieme un percorso, con generosità, talento, rigore, utopie, disillusioni.
Tonio De Nitto

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